Gestione e promozione delle attività di sensibilizzazione della società civile

Promozione della partecipazione della comunità sociale ai processi di risocializzazione delle persone sottoposte a sanzioni penali

Promozione e realizzazione di assistenza sociosanitaria ai detenuti ed opportunità lavorative

Turismo low cost per giovani e famiglie, anche dall’estero, in un ostello di piccole dimensioni, allo scopo di inserire nel mondo del lavoro sia detenuti, beneficiari di misure alternative, che ex detenuti.

Sede del progetto, denominato EticoHotel, potrebbe essere l’ala di un fabbricato di ampie dimensioni nella città Bari, più esattamente in via Petroni 101, di proprietà dei Padri Comboniani, disponibili ad offrirla, con tipologie contrattuali da concordare

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l'avvocato Michele Mea.

Il primo passo è stato quello di costituire la cooperativa socialeErmetica, frutto dell’incontro fra due realtà: l’associazione Il Viottolo impegnata nella promozione, riqualificazione e valorizzazione del territorio, da cui è anche nato il portalePuglialovers.it “sul buono e il bello” della regione, e Prospettiva Legale, associazione di professionisti con sede a Bari, nata nel 2010 con l’obiettivo di sensibilizzare la società civile sui temi della giustizia penale e dell’esecuzione delle pene. Non a caso, tra i soci di Prospettiva Legale spiccano i nomi di avvocati, medici, psicologi ed esponenti del volontariato, «impegnati – come spiega il presidente, l’avvocato Michele Mea – a sostenere il principio costituzionale della finalità rieducativa della pena». L’avv. Mea, del resto, se ne intende, dopo una vita passata a lavorare negli istituti di pena. All’inizio, sul finire degli anni Settanta, giovane laureato in Filosofia ed impegnato professionalmente come docente, preferì misurarsi con le complesse problematiche del mondo carcerario. Un’esperienza «umana», divenuta poi scelta di vita, con tanto di laurea in giurisprudenza, conseguita in corso d’opera, che lo ha portato passo dopo passo al ruolo di docente di Diritto processuale penale nei corsi per la Polizia Penitenziaria, fino alla Direzione e al coordinamento dei servizi educativi dell’Amministrazione Penitenziaria nella casa circondariale di Bari.

Ancora oggi, a 63 anni, pur «serenamente pensionato» – come dice di sé – svolge l’attività di avvocato penalista ed esperto nella esecuzione della pena detentiva, oltre ad essere promotore e animatore di numerose attività volontarie rivolte al mondo dei “ristretti”. Anche perché, nonostante gli anni passati e il personale impegno profuso, non vede «alcun miglioramento», al punto da scrivere sul sito diProspettiva Legale: «la questione carceraria sembra essere stata relegata in un nulla opaco, chiusa, dimenticata al pari dei quasi 70.000 detenuti, che, oggi all’interno delle carceri italiane, assistono inermi ed impotenti alla distruzione morale e fisica delle loro esistenze».

Ma non per questo si è perso d’animo. «L’idea di creare uno spazio di turismo sociale come EticoHotel – spiega infatti Mea – nasce da alcune esperienze del Nord Europa. Qualcosa del genere, ad esempio, esiste in Svezia, dove alcune carceri dismesse sono state trasformate in Ostelli della gioventù. In Italia, purtroppo, invece di dismettere prigioni invivibili, si continua a riempirle oltre ogni limite umano».

Una ragione in più per favorire spazi dove mettere insieme diverse cose: «Una struttura turistica per tutte le tasche – insiste Mea – che possa diventare autosufficiente, profittevole sul lato imprenditoriale e commerciale, ma soprattutto un’occasione di reinserimento lavorativo per detenuti ed ex detenuti, al di fuori di logiche solo assistenzialistiche. Con EticoHotel vorremmo creare un luogo dove fare anche altre esperienze: produrre meno rifiuti, operare risparmi e recuperi energetici, mangiare cibo sano e muoversi con mezzi a zero inquinamento, a partire dalle biciclette, per visite culturali o itinerari naturalistici».

Il progetto EticoHotel è già pronto nei minimi dettagli, grazie ad un Business plan finanziato con un «piccolo concerto» il 30 dicembre scorso nell’Auditorium della Curia vescovile di Bari. «Avevamo bisogno di 2.000 euro – racconta Mea – e ci è venuto in mente di coinvolgere un gruppo di ragazzi che suonano canzoni di De Andrè. Altri giovani hanno aiutato a organizzare l’evento e, insomma, abbiamo raccolto i fondi».

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Via G. Petroni 101 a Bari, la sede scelta per l'EticoHotel.

Ora però è arrivato il passaggio più importante: i lavori di ristrutturazione della porzione di immobile, di cui esiste già un progetto esecutivo, richiederà non meno di 150.000 euro. Tanto costerebbe infatti ricavare 7 camere da letto (con 4 posti), più altre 3 (con 2 posti). «In totale – sottolinea Mea – puntiamo a 34 posti letto, di cui 6 destinati ad ex detenuti o detenuti in misure alternative, che non dispongono di un’abitazione, e quindi, nel concreto, senza fissa dimora ed esposti al rischio di recidiva criminale». Già, perché su queste vi sono statistiche inoppugnabili: chi accede a misure alternative o esce dal carcere con una casa e un lavoro ha una percentuale di recidiva fino a tre volte inferiore a chi si ritrova in mezzo a una strada e senza uno straccio di prospettiva. «In questo caso – prosegue Mea – i detenuti in misura alternativa avrebbero un posto dove dormire, potrebbero pagarsi da vivere e poi, una volta espiata la pena, dare il posto a qualcun altro o rimanere da ex detenuti a lavorare in EticoHotel». Anche dal punto di vista organizzativo è già tutto predisposto, in due tipologie di mansioni: Front office eBack office. Il primo gruppo di lavoro, formato da soci lavoratori della cooperativa e «soggetti svantaggiati», si occuperà del contatto diretto con il cliente (ricevimento, servizio ai piani, colazioni, conferenze), il secondo gruppo gestirà la produzione: preparazione delle colazioni, lavanderia, giardinaggio, servizi di pulizie.

Resta lo scoglio della ristrutturazione per sistemare le camere, una cucina arredata, un punto di ristoro esterno, un salotto comune e una reception. Oltre al costo di mettere a norma tutti gli impianti.

L’Associazione Prospettiva Legale, a partire dall’avv. Mea, ha bussato a parecchie porte: Regione, Provincia e Comune di Bari, in cerca di un sostegno finanziario. Ma finora nessuna risposta. «Non mi nascondo le difficoltà – ammette – vorrei però che rispondessero alle mie chiamate. Si trovano soldi per finanziarie le cose più estemporanee, ma non per una concreta prospettiva di reinserimento di detenuti. Purtroppo, so anche bene che sono argomenti che non portano voti, ma ci dovranno ascoltare».

Da parte della comunità dei Padri Comboniani, non solo a livello barese, c’è grande attenzione. A partire dalla disponibilità ad offrire, con moduli contrattuali da definire, lo spazio per un congruo numero di anni, sufficienti all’avvio e alla crescita di EticoHotel. Purtroppo, i lavori necessari richiedono un impegno finanziario che le due associazioni, Il Viottolo e Prospettiva Legale, non sono in grado di affrontare. «Stiamo svolgendo una forte opera di sensibilizzazione verso le istituzioni, le associazioni di categoria e i privati – insiste Mea – vorremmo che qualcuno, dalle spalle più grandi delle nostre, dichiarasse di voler “adottare” questo progetto. In ogni caso andremo avanti comunque». Intanto gli incontri con i Padri Comboniani vanno avanti, in attesa che si apra qualche altro spiraglio.