Semilibertà al terrorista "non violento"

Approfondimento del 12-12-2011 - Corte di cassazione - Sezione I penale - Sentenza 15 novembre-12 dicembre 2011 n. 45945

Misure alternative al carcere per chi è stato condannato per associazione a scopo di terrorismo ma non ha mai compiuto atti di violenza. La Corte di cassazione, con la sentenza 45945, fornisce un’interpretazione garantista dell’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario, affermando che la sola associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale, non esclude la possibilità di usufruire della messa in prova o della semilibertà se all’affiliazione” al gruppo non segue la violenza.
La lettura garantista della norma - Gli ermellini si discostano così dalla decisione del Tribunale del riesame di Torino, secondo il quale la stessa natura dell’articolo 270-bis del Codice penale (associazione terroristica) porta con sé la presunzione del pericolo, facendo automaticamente decadere la possibilità del beneficio. Diversa l’opinione dei giudici di Cassazione che sottolineano come l’articolo 4 bis escluda le misure alternative per i detenuti internati per i delitti commessi a scopo di “terrorismo anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza”. Una previsione esplicita che non può considerarsi casuale, se è vero che lo stesso articolo, nel passo successivo, non concede la stessa chance a chi si associa a clan mafiosi, ricadendo nel raggio d’azione del 416-bis, di ostacolo alla concessione dei benefit penitenziari a prescindere dalla violenza.
La differenza rispetto all’associazione mafiosa - Chiara, secondo gli ermellini, la volontà del legislatore di riservare un diverso trattamento a due fenomeni, terrorismo ed eversione da un lato e mafia dall’altro, non comparabili, sia dal punto di vista sociale sia da quello criminologico. La mafia – spiega la Cassazione – va combattuta sempre e comunque perché non ha ideologie di riferimento né giustificazioni. Una “prospettiva di criminalizzazione perseguita fino al momento del’espiazione della pena” che si è invece evitata per terroristi ed eversori “non violenti”.