Tribunale di Sorveglianza di Bari 19/07/2010
Dott. Giuseppe Mastropasqua

Il tribunale di sorveglianza, allorquando è chiamato a decidere se differire tout court l’esecuzione della pena ai sensi dell’art. 146, I° comma n. 3 c.p. oppure concedere la detenzione domiciliare ex art. 47ter, comma I°ter O.P., esercita un potere discrezionale ampio che -in assenza di parametri legislativi predeterminati- deve mettere a fuoco le caratteristiche personologiche del reo, le condizioni di vita personale e familiare, l’età, le patologie eventualmente riscontrate, l’affidabilità, la gravità dei reati commessi e l’entità della pena da espiare.
La detenzione domiciliare ex art. 47ter, comma I°ter O.P. riflette la natura polifunzionale del regime detentivo: per un verso mira a soddisfare la duplice esigenza di rendere effettiva l'espiazione della pena e di apprestare controlli adeguati nei confronti delle persone condannate che siano socialmente pericolose; per altro verso, assicura che la pena sia eseguita in forme e con modalità compatibili con il senso di umanità ai sensi degli artt. 2 e 27, III° comma Cost.. Queste finalità sono perseguite, riconoscendo alla persona condannata la possibilità di usufruire di una peculiare misuracontenitiva, che è idonea a fronteggiare le spinte criminose e nel contempo le consente di soddisfare le specifiche ed eccezionali esigenze indicate negli artt. 146, I° comma n. 3 c.p., consentendole di vivere dignitosamente in ambito familiare e di soddisfare in modo adeguato le sue esigenze.