Gestione e promozione delle attività di sensibilizzazione della società civile

Promozione della partecipazione della comunità sociale ai processi di risocializzazione delle persone sottoposte a sanzioni penali

Promozione e realizzazione di assistenza sociosanitaria ai detenuti ed opportunità lavorative

La Gazzetta Legale

Situazioni carceri Puglia, Sappe denuncia: “Asl e sindaci assenti”

Che la situazione igienico sanitaria delle carceri, dovuta al sovraffollamento, alla carenza di servizi sanitari nonchè alla fatiscenza delle strutture è una cosa nota ormai da tempo. Che tale condizione, porti i detenuti più deboli ad una condizione di sofferenza tanto da instillare istinti suicidi o di autolesionismo è stato detto e scritto in tutte le salse. Che in questo contesto la politica se si esclude Pannella, il Presidente della Repubblica, ed il Papa si è completamente sfilata non ritenendo la questione prioritaria, è un dato acquisito”. La denuncia è di Federico Pilagatti, segretario regionale pugliese del Sappe, il sindacato autonomo delle forze di polizia penitenziaria.
 
L’organizzazione dei lavoratori delle carceri, provano a ragionare, non senza puntare il dito contro gli errori (di giudizio ed operativi) commessi in questi anni circa la gestione del sistema carcerario. “Sindaci e Asl – accusa il Sappe – per costringere l’Amministrazione Penitenziaria a rispettare le prescrizioni di legge previste in materia di igiene e sanità, non sembrano essere intervenuti in maniera adeguata. Vogliamo ricordare che invece qualche tempo fa, il sindaco di Pordenone, constatata la grave situazione igienica sanitaria presente nel carcere locale, intimò l’Amministrazione Penitenziaria a ripristinare le condizione minime di vivibilità, pena la chiusura del carcere”. Ciò, malgrado la legge. Infatti, l’art.11 della legge 345/75 e successive modificazioni prevede che “Il medico provinciale (ora ASL) visita almeno due volte l’anno gli istituti di prevenzione e di pena allo scopo di accertare lo stato igienico-sanitario, l’adeguatezza delle misure di profilassi contro le malattie infettive disposte dal servizio sanitario penitenziario e le condizioni igieniche e sanitarie dei ristretti negli istituti. Il medico provinciale (ora ASL) riferisce sulle visite compiute e sui provvedimenti da adottare al Ministero della sanità e a quello di grazia e giustizia informando altresì i competenti uffici regionali e il magistrato di sorveglianza”.
 
“Finora – denuncia il Sappe – questi controlli quando ci sono stati, non sembrano essere stati efficaci considerata la situazione disastrosa in cui versano le carceri pugliesi, mentre sarebbe necessario intimare all’Amministrazione penitenziaria il rispetto delle legge, pena la chiusura della struttura penitenziaria. L´attuale situazione oltre ad andare contro alcune leggi costituzionali ed ordinarie che dovrebbero tutelare i lavoratori nonchè la popolazione detenuta, nè offende la dignità. Il SAPPE nel suo viaggio nei penitenziari pugliesi ha trovato di tutto: stanze di 1,5x 3 metri che ospitano fino a 4 detenuti, oppure stanze per 3 posti con 7,8 detenuti; cubicoli stretti e maleodoranti con il bagno a vista; sezioni detentive in cui cadono pezzi di intonaco; muri scrostati; precaria assistenza sanitaria; mancanza di medicinali; cucine fuori legge; sezioni detentive scarsamente illuminate che emanano cattivi odori dovuti all´ umidità,al fumo passivo,al cibo; detenuti affetti da diverse patologie, che vivono in maniera promiscua. A questo punto chiediamo che sia le ASL che i Sindaci, tornino ad appropriarsi dei ruoli assegnati loro per legge, per costringere l’Amministrazione penitenziaria ad adeguarsi, altrimenti risulta essere un esercizio inutile quello di scandalizzarsi del fatto che ogni anno nelle carceri muoiono tanti detenuti e tantissimi altri non ci riescono grazie al soccorso immediato di chi lavora in questa discarica sociale, fatta di tragedie e mancanza di dignità umana”.

 

"Svuota carceri", è scontro tra ministro Severino e Polizia

Il ministro della giustizia Paola Severino, reagisce subito alle perplessità espresse dal vicecapo della polizia, il prefetto Francesco Cirillo che ha avanzato dubbi sulla praticabilità delle norme del decreto "Svuota carceri".  Per quanto riguarda il punto che impone alla polizia di custodire in cella di sicurezza gli arrestati in flagranza fino al processo per direttissima senza transitare in un penitenziario, per limitare così il fenomeno delle "porte girevolI", il ministro ha detto: «Queste norme sono state totalmente concordate con il ministero dell'Interno e i vertici delle forze di polizia». «Se non si completa tutta l'attività di deflazione del processo civile, non si può dire che si tratti di uno spot», ha detto Severino, entrando in commissione Giustizia del Senato per l'esame del decreto. Rispondendo alle critiche mosse oggi dagli avvocati al dl il Guardasigilli ha risposto: «Le cose vanno messe alla prova, un giudizio sul provvedimento si potrà dare solo quando il sistema è stato completato».
 
LA POLEMICA
 Il vicedirettore della Pubblica sicurezza, prefetto Francesco Cirillo, nel corso di una audizione in commissione Giustizia al Senato aveva espresso tutte le sue perplessità: le camere di sicurezza hanno «un costo molto alto» e oggi forze di polizia e carabinieri non sono né organizzate né addestrate per custodirvi gli arrestati. Oggi in Italia, ha spiegato il vicecapo della Polizia, ci sono «complessivamente» 1.057 camere di sicurezza «agibili», così distribuite: 658 per l'arma dei Carabinieri, 327 per la Polizia di Stato, 72 a uso della Guardia di Finanza. Queste sono in grado di ospitare 21 mila persone per «il transito» nelle carceri. Il prefetto Cirillo lamenta il fatto che nessuno ha mai detto «come devono essere queste camere di sicurezza» anche perchè «veniamo da anni in cui tutte le circolari ci dicevano di far transitare il più presto possibile l'arrestato nei penitenziari». Quindi, sottolinea, nelle camere «non è assicurata l'ora d'aria, non c'è il bagno interno né è prevista la divisione tra uomini e donne». Tutti «accessori indispensabili per la dignità delle persone». Insomma, dice: «Il detenuto sta molto meglio in carcere».

Quanto ai costi, Cirillo fa un esempio: «A Torino abbiamo ristrutturato 5 camere di sicurezza spendendo 450 mila euro perchè rispondessero a delle caratteristiche che abbiamo deciso noi, perchè nessuno ci ha detto come devono essere». Per custodire gli arrestati servirebbe inoltre un «maggior stanziamento» anche per il vitto e la pulizia. L'anno scorso, ricorda il vicedirettore generale della Ps, sono stati stanziati 300 mila euro. Polizia e Carabinieri, insiste Cirillo, «nascono per stare per la strada e la polizia penitenziaria nasce per stare nelle carceri. Noi non siamo addestrati nè organizzati per fare questo tipo di lavoro». Inoltre, le udienze, continua il prefetto, dovrebbero essere fatte anche di «sabato e domenica» perchè in prossimità dei fine settimana c'è una maggiore incidenza di arresti. Altrimenti, aggiunge, «dopo 48 ore i detenuti passano comunque in carcere e noi li abbiamo tenuti nelle camere di sicurezza inutilmente». L'organico delle forze dell'ordine, ricorda, è fermo all'89: ci sono 114 mila carabinieri e 107 mila poliziotti. Infine, davanti ai senatori della commissione giustizia, il vicecapo della Polizia propone di «aggiungere ai detenuti ai domiciliari» il braccialetto. Oggi ci sono 2 mila braccialetti disponibili, ma «non proporzionati alla quantità delle persone ai domiciliari e sono di vecchia generazione, non hanno il Gps quindi non sono localizzabili fuori dalla casa». Qualche altro dato. Cirillo parla di 68.500 detenuti nelle carceri; più di tremila beneficiano della misura che consente di scontare gli ultimi 12 mesi ai domiciliari e altri 3.800 beneficeranno della nuovo normativa dei 18 mesi. In tutto sono 41 mila le persone in custodia ai domiciliari.

 

DL CARCERI: Capo della polizia, camere di sicurezza poco dignitose
04 gennaio 2012                      

Sono troppo «poche», 1057 in tutto, e non garantiscono la dignità di chi vi dovrebbe essere rinchiuso le camere di sicurezza, che in base al Dl del governo sull'emergenza carceri dovrebbero ospitare chi viene arrestato  in flagranza di reato sino al giudizio direttissimo senza passare dal carcere. Lo ha sostenuto il vice capo della polizia Francesco Cirillo nel corso della sua audizione davanti alla Commissione Giustizia del Senato. Proprio per questo, ha detto, «i detenuti stanno meglio nelle carceri».

da Guida al diritto

 

COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLA SANITA': Marino, probabile decreto sulla chiusura degli Opg


 «La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari potrebbe entrare nel decreto sulle carceri e avvenire così in tempi rapidissimi». Lo ha detto il presidente della commissione di inchiesta sul servizio sanitario nazionale Ignazio Marino che oggi ha incontrato il presidente del consiglio Monti.  «Il presidente del Consiglio - ha detto il senatore Marino - mi ha fatto molte domande per delineare un percorso di chiusura rapida degli ospedali psichiatrici giudiziari. Una delle idee è di inserire il disegno di legge che la commissione di inchiesta ha firmato all'unanimità, nel decreto sulle carceri e arrivare così alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari in pochissimi mesi. Il presidente del consiglio verificherà la fattibilità con i ministri della Giustizia Severino e della salute Balduzzi»

 
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