Gestione e promozione delle attività di sensibilizzazione della società civile

Promozione della partecipazione della comunità sociale ai processi di risocializzazione delle persone sottoposte a sanzioni penali

Promozione e realizzazione di assistenza sociosanitaria ai detenuti ed opportunità lavorative

La Gazzetta Legale

Misure alternative alla detenzione - Dati al 31 ottobre 2011


TIPOLOGIA

NUMERO

AFFIDAMENTO IN PROVA

Condannati dallo stato di libertà

4.362

Condannati dallo stato di detenzione*

2.198

Condannati tossico/alcooldipendenti dallo stato di libertà

887

Condannati tossico/alcooldipendenti dallo stato di detenzione*

1.720

Condannati tossico/alcooldipendenti in misura provvisoria

325

Condannati affetti da aids dallo stato di libertà

2

Condannati affetti da aids dallo stato di detenzione*

37

Totale

9.531 

SEMILIBERTA' 

Condannati dallo stato di libertà

96

Condannati dallo stato di detenzione*

763

Totale

859 

DETENZIONE DOMICILIARE

Condannati dallo stato di libertà

2.548

Condannati dallo stato di detenzione*

3.570

Condannati in misura provvisoria

1.905

Condannati affetti da aids dallo stato di libertà

20

Condannati affetti da aids dallo stato di detenzione*

20

Condannati madri/padri dallo stato di libertà

9

Condannati madri/padri dallo stato di detenzione*

12

Totale

8.084 

* dallo stato di DETENZIONE = provenienti dagli ii.pp. - arresti domiciliari (art. 656 c 10 c.p.p.) - detenzione domiciliare

Legge 199/2010 - Periodo 16 dicembre 2010 - 31 Ottobre 2011

Condannati in stato di detenzione domiciliare dalla detenzione**

3.736

Condannati in stato di detenzione domiciliare dalla libertà

814

**Il dato comprende il numero complessivo dei beneficiari, compreso quello di coloro che vi accedono dagli arresti domiciliari, considerato dall'entrata in vigore della stessa

Fonte: Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - Direzione generale dell'esecuzione penale esterna - Osservatorio delle misure alternative 


 

Giustizia: in Gazzetta Ufficiale l’accordo su salute in carcere e superamento degli Opg

www.quotidianosanita.it, 4 novembre 2011


L’accordo, delineato all’allegato C del Dpcm 1° aprile 2008, prevede alcune integrazioni:

l’implementazione della tutela della salute mentale nelle carceri ordinarie e la creazione di un

coordinamento per il superamento degli Opg in ciascuno dei bacini macroregionali.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 256 del 3-11-2011 l’Accordo, ai sensi dell’art. 9 del

decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sul documento recante “Integrazione agli indirizzi di

carattere prioritario sugli interventi negli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) e nelle Case di

cura e custodia (Ccc) di cui all’Allegato C al Dpcm 1° aprile 2008”.

Sono state previste alcune integrazioni al percorso per il superamento degli Opg delineato

all’allegato C del Dpcm 1° aprile 2008: implementare la tutela della salute mentale nelle carceri

ordinarie e creare un coordinamento per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari nei

bacini macro regionali coperti dalle strutture.

L’accordo prevede che, entro il 30 giugno 2012, ogni Regione, attraverso i propri Dsm e in

accordo con l’amministrazione penitenziaria, deve programmare e attivare in almeno un istituto

di pena una sezione dedicata alla tutela della salute mentale dei detenuti nel proprio territorio.

Questa sezione dovrà concorrere operativamente al superamento degli Opg garantendo due

funzioni: assicurando nelle carceri ordinarie l’espletamento delle osservazioni per

l’accertamento delle infermità psichiche e prevenendo l’invio in Opg dei detenuti che si

ammalano durante la pena; prendendo in carico le persone di competenza presenti in uno degli

Opg per determinarne sia la dimissione sia il ritorno in un istituto ordinario della Regione.

L’amministrazione penitenziaria, inoltre, non dovrà più inviare detenuti in Opg per osservazione

psichiatrica.

La seconda parte dell’accordo prevede l’istituzione in ogni bacino macro regionale di

riferimento dei sei ospedali psichiatrici del “Gruppo di coordinamento per il superamento degli

Opg” composto da un rappresentante di ogni Regione e coordinato dall’esponente

dell’amministrazione locale in cui ha sede la struttura. Ciascuna Regione dovrà poi istituire il

collegato “Sottogruppo tecnico regionale per il superamento degli Opg”, con una

rappresentanza dei diversi servizi deputati alla presa in carico degli internati.

Entro la fine dell’anno un accordo di programma dovrà, infine, contenere altri impegni:

promuovere in ogni fase la gestione uniforme e omogenea dell’assistenza a detenuti e

internati; assumere per i destinatari di una misura carceraria “il principio della iniziale costante

competenza del Dsm” di residenza o di abituale dimora; impegnare le Asl a realizzare

programmi di cura e riabilitazione condivisi tra tutti i servizi territoriali competenti e integrati con i

servizi sociali comunali per il reinserimento nel contesto di appartenenza.

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Giustizia: Ionta (Dap); nelle carceri abbiamo la situazione peggiore dal dopoguerra a oggi   Ansa, 12 ottobre 2011   Con un ingresso di circa 1.000 unità al mese ed una quota di detenuti che sfiora le 68mila persone, "il sistema penitenziario vive le difficoltà maggiori dal dopoguerra ad oggi". È il grido di allarme lanciato dal capo del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), Franco Ionta, oggi nel corso dell'audizione alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani al Senato. Nella custodia, oltre a "mura e sbarre", gioca una parte fondamentale "il recupero e il reinserimento dei detenuti nella società" ma il compito, ha detto Ionta, è sempre più difficile vista la situazione nelle carceri. Ma una delle forme più incompatibili con un sistema penitenziario efficiente, ha detto il capo del Dap, è la presenza di numerosi detenuti che "permangono in carcere, in stato di arresto solo per brevi periodi di 2 o 3 giorni. Questo è un fenomeno preoccupante: su un ingresso di 90mila persone circa l'anno, 20mila rimangono per 3 giorni, 7 giorni, un mese. Siamo investiti da un vortice di detenuti con scadenze brevi sui quali non si può applicare nessun approccio rieducativo proprio per i tempi".   Si pensa a estensione legge "svuota-carceri"   Sono 3.500 le persone uscite oggi dagli istituti penitenziari grazie alla cosiddetta legge svuota-carceri che prevede i domiciliari per detenuti con residuo di pena non superiore ad un anno. Lo riferisce il capo del Dap Franco Ionta, oggi in audizione alla Commissione straordinaria per la tutela dei Diritti umani al Senato. "Ci aspettavamo di più da questa legge - ha detto Ionta - perché il bacino di riferimento era più ampio ma ci sono stati momenti di difficoltà. Per questo è allo studio un aumento a un anno mezzo della pena residuale da scontare ai domiciliari". Il capo del Dap ha ricordato poi i risultati fino ad ora raggiunti dal "piano carceri", non solo per quanto riguarda l'edilizia ma anche il miglioramento dello stato degli istituti penitenziari: "ad oggi abbiamo creato 3.800 posti detentivi e nei prossimi anni prevediamo di creare altri 3500 posti detentivi ordinari". Sul piano edilizio Ionta ha ricordato l'istituzione di bandi di gara aperta, una scelta coraggiosa e difficile per garantire la trasparenza delle procedure, per cui entro fine anno, secondo Ionta, saranno assegnate le gare e quindi partiranno i lavori per i nuovi istituti, mentre sono state bandite già le gare su Taranto e Lecce. Per quanto riguarda l'assunzione di personale, altro punto del piano carceri, Ionta ha fatto sapere che a fronte di un piano organico aggiornato al 2001 a circa 45mila unità, siamo addirittura sotto di 6mila unità di personale ad oggi, ma per 758 persone sono partiti i corsi di formazione per l'assunzione su tutto il territorio, e saremo costretti a privilegiare per l'assegnazione di questi nuovi posti le strutture a nord di Roma perché là c'è maggiore carenza, con un vincolo di cinque anni dalla prima assegnazione per i trasferimenti per stabilizzare il sistema.   È emergenza su Opg Barcellona Pozzo Gotto   La situazione dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto è una emergenza nell'emergenza carceri ha detto il capo del Dap Franco Ionta, oggi in audizione alla Commissione straordinaria per i Diritti Umani al Senato. "Ci sono 300 persone internate - ha detto Ionta - ma oltre 200 persone teoricamente potrebbero uscire, ma per una serie di ragioni tra cui le difficoltà a trovare un'allocazione fuori dall'ospedale, rimangono dentro, e proprio perché non hanno dove andare i magistrati di Sorveglianza li ritengono ancora pericolosi. Comunque abbiamo avviato un contatto proficuo con il ministero della Salute per affrontare questa situazione". Per risolvere casi come questi, secondo Ionta, la soluzione è la "sanitarizzazione" degli Opg perché "la polizia non può fare da infermiere, badante o interlocutore". Un esempio positivo in questo senso è, secondo Ionta, l'istituto di Castiglione delle Stiviere, affidato appunto, al Servizio sanitario  
 
Manca la carta, niente fax in carcere Succede nel carcere di Ferrara. L’Uilpa Penitenziari: “Sono a rischio anche le scarcerazioni”. Da Estense.com. Fonte: Estense.com 13/10/2011 “Si comunica che a decorrere da domani, mercoledì 12 ottobre, questo istituto penitenziario non potrà più ricevere fax né inviare corrispondenza per mancanza di carta”. È la tanto laconica quanto amara lettera che Francesco Cacciola, direttore del carcere dell’Arginone di Ferrara, ha inviato ieri a ministero, procura, provveditorato, prefettura e altre sedi istituzionali. Il problema non è passato inosservato all’Uilpa Penitenziari, l’organizzazione sindacale della pubblica amministrazione che fa capo alla Uil, che fa notare come in questo modo siano “a rischio le attività ordinarie (anche le scarcerazioni) in quanto la gran parte della corrispondenza viene evasa da tale mezzo, considerato che la tanto proclamata e pubblicizzata, dal Ministro Brunetta, informatizzazione della pubblica amministrazione non ha minimamente toccato l’amministrazione penitenziaria”. A testimoniare ciò “concorrono anche le centinaia di registri cartacei che oberano il già difficile lavoro della polizia penitenziaria – prosegue Eugenio Sarno, segretario generale Uil Pa Penitenziari -. Questo è l’ennesimo segnale di quel default dell’amministrazione penitenziaria che la Uil aveva ampiamente, ma inutilmente, annunciato da tempo. Un’amministrazione che soffoca nei circa 250 milioni di debito. Un’amministrazione che non può più garantire il pieno ai mezzi di servizio per le traduzioni, non paga le missioni e gli straordinari al personale, non è in grado di far fronte alle spese ordinarie e al pagamento delle utenze”. Anche i fondi per il vitto ai detenuti sono in via di esaurimento. “Nonostante il Capo dello Stato abbia sottolineato – aggiunge l’Uilpa – come l’attualità del sistema penitenziario sia una vergogna ed un orrore nonché una prepotente urgenza da risolvere, all’orizzonte nulla si scorge in termini di impegni, efficacemente risolutivi, da parte del Governo e del Parlamento. Quanto accaduto all’Istituto per Minori di Quartucciu (Cagliari) con la rivolta messa in atto dai minori detenuti, invece, dovrebbe essere di monito di quanto le tensioni e le pulsioni all’interno dei penitenziari siano sul punto di non ritorno”.                    
 
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