Gestione e promozione delle attività di sensibilizzazione della società civile

Promozione della partecipazione della comunità sociale ai processi di risocializzazione delle persone sottoposte a sanzioni penali

Promozione e realizzazione di assistenza sociosanitaria ai detenuti ed opportunità lavorative

Milano: a Opera i detenuti danno spettacolo (educativo) per i figli

Il Giorno, 11 aprile 2011

Si è aperta eccezionalmente il 9 aprile a figli di detenuti e invitati, per uno spettacolo dove i padri detenuti hanno letto e interagito con racconti e filastrocche scritti da loro stessi tra cui: Pinocchio, La rivolta degli elettrodomestici ed altre. Grazie al laboratorio “Leggere Libera-mente ai Bambini” Per la prima volta papà detenuti e figli si sono seduti accanto nel teatro del Carcere di Milano-opera. Anche i detenuti senza figli presenti hanno sentito quelli, come figli loro e hanno vissuto l’emozione di vedere dei bambini dopo molti anni.Una persona detenuta, a fine spettacolo, ha sottolineato che l’emozione più forte per lui è stato vedere i compagni di detenzione abbracciarsi con i loro figli e i loro familiari e sentire le risate e gli interventi spontanei dei bambini di fronte alle gag proposte dai laboratori Il commento di tutti è stato “per tre ore abbiamo ritrovato tutti il nostro bambino interiore che sa ridere, giocare, commuoversi e partecipare”.Ciò è stato possibile grazie al lavoro sinergico di molti attori: laboratori, personale di polizia penitenziaria, educatori, volontari, psicologi e la direzione del Carcere. All’evento hanno partecipato inoltre i laboratori di Scrittura creativa, Lettura libera, Genitori sempre e Opera liquida è stato inoltre proposto lo spettacolo “La cucina magica”, di Pandemonium Teatro dove improvvisamente, in una moderna cucina, appare uno gnomo. Spaesato e spaventato da un ambiente a lui sconosciuto, cerca di capire che cosa gli sia successo e soprattutto dove sia finita la fiaba in cui lui è da sempre vissuto e nella quale ha un ruolo fondamentale.Lo spaesamento vissuto dal protagonista è un’efficace metafora del vissuto di chi viene incarcerato, di chi cambia il proprio mondo come l’emigrante, e di chi vede cambiato il proprio mondo come il bambino a cui è sottratto un genitore. Spaesamento e difficoltà ci sono sicuramente anche da parte di chi accoglie e si prende cura di queste persone in difficoltà. Nella fiaba gli elettrodomestici diventano validi aiutanti per un reinserimento nel mondo. Con il Direttore del Carcere nel teatro erano presenti una decina di figli di detenuti che per la prima volta hanno potuto seguire assieme ad altri ragazzi (figli di giornalisti) lo spettacolo denso di emozioni.