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Rivolta al carcere di Ancona, fiamme nelle celle


Una ventina di detenuti ha preso parte alla contestazione, poi domata dagli agenti anti-sommossa. Nessuno è rimasto ferito
La protesta sarebbe stata scatenata dalla mancanza di riscaldamento

 MILANO - Una rivolta è scoppiata nel carcere di Montacuto, ad Ancona, coinvolgendo una ventina di detenuti che hanno incendiato alcune celle. Nessuno, nè tra i detenuti nè tra gli agenti di polizia penitenziaria, è rimasto ferito e alla fine l'intervento degli agenti in tenuta antisommossa ha riportato la situazione sotto controllo.

MANCANZA DI RISCALDAMENTO - La protesta era iniziata nella tarda serata di giovedì - ma la notizia si è appresa solo venerdì pomeriggio -, quando i carcerati avevano dato fuoco a delle lenzuola, ed è proseguita la mattina e nel primo pomeriggio di venerdì. A diffondere la notizia è stato il segretario del Sappe, il sindacato di categoria, Aldo Di Giacomo, che da tempo denuncia la situazione di emergenza del carcere anconetano, afflitto in primo luogo da seri problemi di sovraffollamento. La protesta, a quel che si sa, è divampata anche a causa della mancanza di riscaldamento e, appunto, delle condizioni di eccessiva presenza di detenuti nelle celle.

AGENTI ANTI-SOMMOSSA - I rivoltosi si erano barricati nelle celle con delle lamette e utilizzando i fornelletti da campeggio avevano dato alle fiamme alcune lenzuola e altri oggetti. Sarebbero cinque o sei le celle distrutte dal fuoco. I danni, provocati anche dal fumo, sono ingenti, ma non vi sono persone intossicate. Viene anche confermato che nessuno, tra i detenuti e gli agenti della polizia penitenziaria, è stato ricoverato in ospedale.

«SITUAZIONE ESPLOSIVA» - «Da sempre - ha commentato Di Giacomo - denuncio la situazione del carcere di Ancona, che ormai è di interesse nazionale, ma nulla giustifica atteggiamenti del genere. Spero che i detenuti responsabili di quella che è stata un vera e propria rivolta vengano puntiti in modo esemplare». A testimonianza che il penitenziario anconetano, al centro di varie interrogazioni parlamentari, sia comunque una polveriera, la visita a sorpresa, solo due giorni fa, del capo dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Franco Ionta, il quale avrebbe tra l'altro dato assicurazioni sull'assegnazione definitiva del personale in servizio nel carcere di Barcaglione (che figura assegnato ad Ancona Montacuto).