Gestione e promozione delle attività di sensibilizzazione della società civile

Promozione della partecipazione della comunità sociale ai processi di risocializzazione delle persone sottoposte a sanzioni penali

Promozione e realizzazione di assistenza sociosanitaria ai detenuti ed opportunità lavorative

Intervista al Responsabile Osservatorio Carcere UCPI sui progetti e gli obiettivi dei penalisti italiani, avv. De Federicis.

Riforma della custodia cautelare, potenziamento dei domiciliari, revisione del sistema sanzionatorio. E un sito di informazione e denuncia sulle patrie galere.

Avv. De Federicis, cosa è emerso sul sistema penitenziario?
In moltissimi interventi, così come nella relazione del Presidente Spigarelli, è stata evidenziata la drammatica situazione del nostro sistema penitenziario ormai prossimo al collasso. In particolare si è unanimemente ritenuta la necessità di riformare l'istituto della custodia cautelare, con la previsione del carcere solo in casi di eccezionale rilevanza e con il potenziamento della misura degli arresti domiciliari, unitamente alla riforma del sistema sanzionatorio con la previsione di istituti differenti ed alternativi a quelli carcerari. Si è infine rilevata l'inadeguatezza attuale delle misure alternative alla detenzione in Italia, anche attraverso una ricerca effettuata con l'Università di Torino, i cui risultati confermano quello che gli avvocati penalisti già sapevano. Insomma tante idee e soluzioni per una giustizia migliore che dovranno trovare, però, il modo di essere veicolate nell'opinione pubblica per creare quel consenso alle riforme che oggi si è arenato nelle secche della politica.


Conferma che intendete creare un sito ad hoc per parlare di carceri?
L'idea del sito nasce dalla volontà dell'attuale giunta di individuare canali di comunicazione più efficaci e moderni. L'UCPI ha già sperimentato con successo un analogo sito sulla separazione delle carriere (altra storica nostra battaglia), e da qualche mese abbiamo anche un profilo su Facebook ove registriamo numerosi contatti quotidiani. Gli obiettivi sono quelli di un'immediata e corretta informazione sul carcere ad uso interno ma anche e soprattutto esterno, valorizzando gli ormai consolidati contatti con le altre associazioni che si occupano di carcere.


A che punto è il lavoro di raccolta delle denunce sulla situazione sanitaria in carcere?
Per quel che riguarda l'iniziativa delle denunce presentate nelle Procure italiane sulla situazione sanitaria all'interno degli istituti penitenziari, le stesse sono o stanno per essere tutte archiviate. Dalla lettura degli atti istruttori emerge però, nella quasi totalità, una forte consapevolezza dell'illegittimità in cui versano gli stessi ma non si ritengono, correttamente, penalmente responsabili i direttori degli istituti penitenziari all'epoca denunciati.


Altri impegni nell'agenda 2012?
Nel programma dell'anno prossimo sul carcere un punto fermo sarà quello di denunciare con forza e nel contempo proporre soluzioni rispetto allo scandalo degli OPG e delle case di lavoro. Per farlo abbiamo pensato di organizzare un convegno nazionale di due giorni nel quale invitare gli esponenti della magistratura e della politica per cercare insieme di risolvere uno dei più grandi scandali italiani, venuto anche mediaticamente alla ribalta grazie ad alcune coraggiose inchieste giornalistiche che hanno denunciato la situazione delle persone ristrette in quei luoghi.